San Crescentino e il drago, Crespina istoriata in maiolica policroma, Urbino o Rimini, metà XVI

Description

Descrizione:

Maiolica dipinta in policromia su smalto stannifero
Italia centrale, ambito urbinate (?), seconda metà del XVI secolo
Diametro: cm 25,5 ca.

Descrizione

La crespina appartiene alla tipologia dei piccoli bacili emisferici su basso piede, derivati da modelli di oreficeria e ampiamente diffusi nella produzione maiolicara centro-italiana del secondo Cinquecento. La forma, caratterizzata da un profilo leggermente aperto e da un orlo mosso, rimanda a manufatti destinati a contesti di rappresentanza e a servizi di prestigio.

Il recto è interamente rivestito da smalto bianco stannifero e articolato in due registri decorativi: cavetto figurato e tesa ornata a grottesche. Quest’ultima presenta un fitto repertorio di grottesche policrome su fondo bianco, con motivi fitomorfi, candelabre, mascheroni e figure ibride disposte secondo un andamento radiale di ascendenza raffaellesca, tipico della produzione urbinate tra seconda metà del XVI e inizi del XVII secolo.

 

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Iconografia

Nel cavetto è raffigurato San Crescentino (Crescentinus), patrono di Urbino, nell’atto di uccidere il drago. Il santo è rappresentato come cavaliere armato, in posizione dinamica, mentre trafigge la creatura mostruosa secondo uno schema iconografico derivato dal modello di San Giorgio, ma rielaborato in ambito locale con specifica valenza identitaria.

La scena è ambientata presso la palude infestata dal drago, elemento essenziale della leggenda agiografica. Secondo la tradizione, il santo libera il territorio circostante Urbino da una creatura che dimora in acque stagnanti e malsane, restituendo sicurezza alla popolazione. La palude costituisce quindi un elemento narrativo strutturale e discriminante, utile a distinguere l’iconografia di San Crescentino da quella di San Giorgio.

Il soggetto assume un duplice valore: religioso, come trionfo della fede sul male, e civico, come riferimento alla protezione del santo patrono sulla città di Urbino.

Inquadramento storico-artistico

La crespina si inserisce nel gruppo delle maioliche istoriata e semi-istoriata urbinate del tardo Rinascimento, caratterizzate dalla combinazione di piccolo episodio figurato centrale e ricca decorazione a grottesche periferiche.

Tale tipologia si sviluppa nell’ambito delle botteghe attive nell’orbita dei Fontana e successivamente dei Patanazzi, dove il linguaggio ornamentale di derivazione raffaellesca si combina con una produzione destinata a una committenza aristocratica e ducale.

Accanto a questa matrice principale, alcuni caratteri morfologici e la maggiore morbidezza dell’impostazione formale suggeriscono possibili affinità con la produzione centro-adriatica periferica (area riminese e ambiti limitrofi), attiva nel tardo Cinquecento nella rielaborazione del modello urbinate. Tale aspetto non modifica l’attribuzione generale, ma ne arricchisce la lettura come prodotto di un’area culturale più ampia e interconnessa

Provenienza: Antica collezione Barilla, vendita Genève Enchères, April 2026

Bibliografia: … …

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