Description
Italia centrale, ambito urbinate, fine XVI – inizi XVII secolo.
Descrizione:
Maiolica dipinta in policromia su smalto stannifero.
Italia centrale (?), fine XVI – inizi XVII secolo.
Diametro 45 cm.
Conservazione: ottimo stato
Comments:
Il grande bacile appartiene alla tipologia dei bacili da acquareggia, destinati, insieme al versatoio, al servizio della lavanda delle mani con acqua profumata. Tra la seconda metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento tali manufatti costituivano oggetti di particolare prestigio nelle suppellettili domestiche aristocratiche, nei quali la funzione d’uso si coniugava con una forte valenza rappresentativa e celebrativa.
Il manufatto presenta ampia tesa e cavetto leggermente profondo. L’intera superficie del recto è occupata da una ricca decorazione a grottesche policrome su fondo bianco, organizzata secondo un impianto radiale e articolata in fasce concentriche. Il repertorio ornamentale comprende figure fantastiche, animali ibridi, grifi, draghi, putti, mascheroni, festoni vegetali, candelabri ed elementi architettonici, secondo un lessico derivato dalla cultura ornamentale rinascimentale di ascendenza raffaellesca.
Nel cavetto è raffigurato il soggetto biblico di Giuditta e Oloferne: la figura femminile è rappresentata stante nell’atto di mostrare la testa recisa di Oloferne, mentre impugna la spada. La scena è inscritta entro un medaglione circolare bordato e circondato da nubi popolate da testine cherubine. Il tema, tratto dal Libro di Giuditta, è tra i più diffusi nella maiolica istoriata del tardo Rinascimento e assume un significato morale e allegorico legato al trionfo della virtù, del coraggio e della fede sulla tirannide.
Sulla tesa è presente uno stemma araldico entro cartiglio, verosimilmente riferibile al committente, che conferma la funzione rappresentativa dell’oggetto e la sua destinazione a un contesto di prestigio.
Il verso è rivestito da smalto bianco stannifero e privo di decorazione figurata. Sono presenti semplici filettature concentriche in giallo lungo l’orlo e il piede, soluzione ricorrente nella maiolica di pregio tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Al centro del piede si conserva un’antica etichetta cartacea di collezione, oggi parzialmente leggibile.
Inquadramento storico-artistico
Il bacile si inserisce pienamente nella produzione di lusso della maiolica italiana tra Cinque e Seicento, quando le botteghe specializzate elaborarono grandi manufatti destinati a un uso cerimoniale e di rappresentanza.
La qualità del disegno, la complessità del programma decorativo e l’organizzazione spaziale del recto rimandano con buona probabilità all’ambito urbinate, dove tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XVII le botteghe dei Fontana e dei Patanazzi svilupparono una raffinata produzione a grottesche policrome associata a piccoli episodi istoriati centrali. Tale soluzione compositiva è ben documentata in bacili e piatti da acquareggia conservati in importanti collezioni europee.
In assenza di marchi o iscrizioni attribuibili, l’opera è riferibile in via ipotetica all’ambito urbinate, in un contesto produttivo di alto livello attivo tra ultimo quarto del XVI e inizi del XVII secolo.
Provenienza: Antica collezione Barilla, vendita Genève Enchères, April 2026
Bibliografia essenziale
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